Il poeta Iosif Brodskij dice che
Per fortuna, però, il calcio stesso contiene sia maradona che la sua parodia, prendiamo ad esempio legrottaglie, e questo ce lo rende subito umano, terra terra, da non contemplare né sognare né imparare a memoria.
Può capitare che la tv regali nessi sbalorditivi come nemmeno un numero ispirato di martinmistère. A pranzo il telegiornale infatti dice che, secondo uno studio effettuato da una qualche agenzia di superscienziati americani, entro i prossimi venti anni gli sconvolgimenti climatici saranno così catastrofici che –ad esempio- una grossa parte dell’Olanda sarà sommersa dalle acque. A sera poi vediamo una biondona della confindustria che dice che secondo le statistiche al giorno d’oggi non guardiamo più al futuro con ottimismo.
film culto: amore tossico
se state a Roma: domani alle 21:30 presso la libreria Anomalia si conclude la rassegna “Roma drogata” e verrà proiettato il noto film di super-culto Amore tossico.
Cotognata.
Sciuman, vieri, il servizio del tiggì di oggi che dice che il mondo è spacciato, me-azza, acitelli e l'ainechen di alexi lalas ci costringono a rileggere quel gran racconto di Andrea Inglese e a agognare cotognate con l’Impertinelli: il dannato Impertinelli non ha cibo né acqua, ma solo un vagheggiar mi offre e qualche ainechen: balle, che vuoi che mi importi a me di odio e amore! non sono mica un imbecille come te, una marionetta delle passioni. Dice lo Zio (bergomi...?) nel racconto di andrea inglese I due fratelli e lo zio -sulla storia di caino e abele da: Nuova Prosa 38. Dice Caino: Senti, ne ho piene le palle della tua aria supponente, chi ti credi di essere, John Coltrane? e ancora: Abele [...] ogni tanto si alza e va a vedere Caino che zappa. Si siede al bordo del campo e urla al fratello: "Ti rompe se suonicchio un po'?" E ancora: Palazzi, armi e denaro. Questo è il nostro compito. Mica orticelli. Caino ha le lacrime che gli rigano il volto. E infine: Dopo io e te dobbiamo parlare. [dice Caino] Ma certo primogenito [risponde Abele], ai tuoi ordini! Vuoi spiegarmi il tuo modo per fare la cotognata?
E nel frattempo sciuman impazza spero ben Re Koba al novantesimo di tacco dalla tre-quarti e do un buffolotto all’Impertinelli, che, quel Caino, risponde traccheggiando dall’Andrea Inglese... <http://tausone.splinder.it
oggi tre serie di addominali, sedici ainechen e un bacio sulla bocca.
la ballata del boscaiolo
milan-inter tre a due è una valanga. Non ci sono parole e la categorie si polverizzano. E quindi, come se niente fosse, ci spariamo l’Acitelli, ascoltiamo oroviz che suona sciuman.
La poesia dell’A. è su alexi lalas.
E ti diletti in note country
nello spogliatoio euganeo
e inquietare fai il mister sandreani
perché il calcio qui non consente
pause on the road, birre heineken
o sberleffi alla ginsberg.
Chissà perché spera ben ha pensato a Re Coba che, dopo il derby, in uno spogliatoio desolato saturo di essenze canforate, intonava, con l’orchestra di Randy Bobbio al completo, la canzone del boscaiolo (grazie Abastor, grazie !!).
O boscaiolo torna al tuo casolar
grande concorso local super local: indovina il ponte
per gli amici del paesello e ogni possibile interessato, spera ben folgorato da Sciuman vorrebbe bandire il grande concorso Indovina il ponte.
Orsù, diamoci sotto, e troviamo una possibile utilizzazione del terzo ponte verso l’isoletta di Ortigia, già isola pedonale.
Qualora trovassimo degli sponsor, vorremmo potere offrire al vincitore un soggiorno (per due persone perché no) di una settimana sul punto più ventoso del ponte sullo stretto di Messina.
col. son. definitiva: sciuman, le scene infantili by oroviz.
Il sodale, solito solido coautore G.P. ha di nuovo parlato con mister Cespi, che gli ha rivelato due suoi amati sogno-libri di Historia pedatoria. Eccoli:
Maradonne maradonne di William Scheckner.
Luglio 84. Allo stadio san Paolo di Napoli viene presentato il nuovo asso della squadra biancoazzurra, il campione argentino Diego Armando Maradona. 75000 napoletani sono presenti all'evento. Al ventenne studente universitario Salvatore Naldi, però, viene negato l'ingresso in quanto una maschera dello stadio riconosce in lui la presenza nelle sue vene di un ottavo di sangue non partenopeo. Il nostro capisce allora quale sarà la missione della sua vita. Una ventina d'anni dopo, infatti, divenuto imprenditore, acquisterà un Napoli Calcio in spaventoso passivo di bilancio pur di vedere giocare ogni domenica, da padrone da padrone di casa, Mauro Bonomi e Montezine.
Il tamburo di Lanna di Gautiero Elva.
Ben prima di vincere lo scudetto con la Sampdoria e di debuttare in Nazionale, Marco Lanna è un accanito fan dei Led Zeppelin, soprattutto di John Bonham. Dedicatosi al calcio, riscoprirà l'antica passione una sera a Roma quando, con la maglia giallorossa, all'ultimo minuto di un derby con la Lazio, con la palla che volteggia sulla sua testa, gli verrà voglia di mimare una rullata di Moby Dick.
mettiamo che il nostro amico parta con l’aereo, che abbia un occhio pesto e l’occhio gli faccia male, debba preparare un bagaglio epico e per non portarsi appresso un’intera esistenza abbia rinunciato ai dischi, che questo amico abbia finalmente capito l’utilità di un registratore portatile di mp3, che abbia deciso di non portarsi nemmeno lo spazzolino, la maglietta di italia novanta, quella di batman e maude il cappello che applaude, che quando si parte meno roba ti porti meglio è, e quando parti con l’aereo questo precetto diventa un dogma, mettiamo tutte queste cose in fila una dopo l’altra e aggiungiamo che il nostro amico all’aeroporto non comprerà nemmeno il solito numero di Alita perché è stampato con un formato troppo ingombrante che ingenera paranoia a bizzeffe e l’ergonomia è diventata un’urgenza urticante. Ecco, mettiamo tutte queste cose, aggiungiamo pure altro a piacere e lasciamo decantare per qualche minuto.
Ma allora me lo volete spiegare perché c’è tutta questa gente che mi chiede di portare gondole fluorescenti, scarpette da scalatore, fuseaux di flanella argentata a scaglie, forme di pecorino da trentasei chili, lettere d’amore vergate col sangue su cartapecora arrotolata tipo rotoli del mar rosso, collezioni complete di berserk in giapponese, una ruota di scorta di una macerati biturbo del 1985, svariati poster di Kareem Abdul Jabbar e un’intera annata di pcgames con cd allegati compresi?
Come dice Elio, se fossi figo non me lo chiedereste, perché a un figo non lo fleppi mai. mal sopporteresti infatti che un involontario scossone massillo-facciale, un sopracciglio tremolante per un microscopico accesso di nervosismo potessero turbare la figaggine dei suoi lineamenti indolenti e paraculi da figo.
Per cui d’ora in poi sarò figo, più fico, fichissimo o per lo meno paraculo, e mi faccio una compagnia aerea o un jet privato.
E dopotutto, visto che sono in ballo, se volete che recapiti al vostro cugino iscritto al settimo fuori corso al dams la sua statua del pinguino Opus scolpita con l’erosione prodotta dal fiato di alcuni immaginifici monaci tibetani, o che recapiti una frittata di cipolla al vostro fratellastro di Bressanone, chiedete pure, la frittata potrei ripiegarla e metterla nel taschino della camicia.
Fine dello sfogo.
Col. son.: Shellac, quella canzone che dice più o meno di cambiare l’ordine dei numeri, tre, uno, nove, otto, quattro ecc.
abastor
è stato dato alle stampe da un po’ l’ultimo numero della fanza Abastor (per info si veda il link in basso a destra).
Tra le tantissime perle contenutevi, le degustazione del disco di Randy Bobbio and 3 dimensional keyboards, un uomo che era talmente avanti ma così avanti dannatamente avanti che aveva fatto tutto il giro e si era retrodatato da solo ma senza accorgersene, doppiandosi come se corresse contemporaneamente con una ferrari e una minardi.
piccola virata local per i miei amichetti del paesello
mi ha detto la giovine S. (http://puck.splinder.it) che nel locale ipermegamercato c’erano in offerta una decina di telefonini a 49 euri e che si è presentata così tanta gente e così infoiata che hanno dovuto chiamare le forze dell’ordine e alcune ambulanze e infine sospendere l’offertona causa tafferugli.
Forte, no?
Mi dice invece l’amico L.S. da lovecraftlandia che ha saputo della locale inaugurazione del locale terzo ponte (non sullo stretto) per la locale isola cittadina che però è diventata ormai –oltre che isola con tutti i crismi geografici del caso- anche isola pedonale. si vocifera inoltre (notizia assolutamente non accreditata, vox populi ma di popolo ubriaco) che all’inaugurazione presenzierà tra l’altro l’ammirata valeria marini (che segue a breve distanza la cucinotta e la arcuri implementando il carnet già sbriluccichino della cittadina).
Se è isola pedonale, a che serve un altro ponte per le macchine che non ci possono passare?
Di riffa o di raffa, si torna sempre nei paraggi di Comma 22.
forse questo ponte è un’idea di Milo Minderbinder.
due parole
Il ciclismo è uno sport strano, noiosissimo ma appassionante. Una vera palla tranne quando c’è Pantani che si spara le sue salite incredibili, allora diventa uno sport incredibile. Già. Chissà cosa ne pensa di tutto ciò mr. Armstrong, che lo chiamava elefantino. una storia pazzesca, questa, che si aggiunge al numero cospicuo dei ciclisti che sono morti negli ultimi tempi.
boh...
spera ben, Zambot
Dalla gazza di oggi una succosa notizia: il matrimonio di Ivan Zamorano con una modella (di cui mi è sfuggito il nome) è stato annullato all’ultimo momento, suscitando grande clamore. Circa 700 gli invitati, tra cui il presidente del Cile, rimasti a bocca asciutta, ai quali il grande Zambot aveva spedito l’invito con una sua poesia.
Accidenti, sul giornale non è riportata la poesia del centravanti che non si è sposato verso sera.
Plagiando senza vergogna Iosif Brodskij, ho pensato a uno di questi invitati, a questo matrimonio desiderato, solo sognato e che non si è mai verificato. È un viaggiatore, probabilmente, forse ha giocato con Zambot nel Real, o forse è uno degli sfigonzi nero e azzurri, che si trova a girovagare per architetture deserte senza capirci alcunché peggio di Milan-Inter 6 a 0, peggio di Battipagliese-Inter 3 a 2. E questo viaggiatore lo ritrovo al bar dell’hotel.
“Hei” –dirà- “com’è che questo posto è deserto? Bomba ai neutroni o qualcosa del genere?”
“Domenica,” –gli rispondo- “è semplicemente domenica, e questo posto è vuoto perché è più facile evocare un campione che un essere umano.” –che qualunque cosa voglia dire suona molto bene.
Col. son. : Paul Simon, You can call me Al.
gatto miao meow gol
domenica sera i veri protagonisti sono stati i gatti Gaspare e Ignazio. Ignazio è un persiano dal pelo giallo, il muso di un leone. Gaspare invece è grigio, e debole a causa di una vecchia operazione che gli ha salvato la vita e complicato la vecchiaia. Due gatti nel soggiorno e due gatti nel campo. Un serraglio, questo, di felini, bucanieri e scimmiette, e alcuni gorilla. Tra questi, messer grottaglio manteneva tutta la goffaggine promessa dalla mise sfoggiata in occasione della presentazione ufficiale del suo trasferimento dai gialloblu di quartiere ai bucanieri bianco e neri.
Ma i veri protagonisti, dicevo, sono stati i gatti. E mi viene in mente che Gatto è l’ultima parola dell’edizione italiana di Tristi tropici.
Meeeow.
Col. son.: John Dowland, Flow my tears -the Lippi said-