nessuno me fiducia io fiducia nessuno
questa è stata la dichiarazione di Pavel Tonkov, vincitore di tappa ieri al Giro, e già vincitore del Giro d’Italia nel ’96. Ai giornalisti che chiedevano spiegazioni del gesto dell’ombrello prodotto dal simpatico sovieto al momento di tagliare il traguardo, il Nostro ha infatti replicato: nessuno me fiducia io fiducia nessuno
Colonna sonora: Gidon Kremer che interpreta La primavera di Beethoven, sonata per violino op. 12 op. 24.
over the speraben and far away
ah che gioia, Impertinelli ha smesso per un giorno di fare lo scienziato pazzo e si è recato alla presentazione romana della Più lucente corona d’angeli in cielo, procurandomi una copia (con dedica!) del libro. Pare che il divino Moody abbia apposto sulla suddetta copia la parola Pace. A buon rendere, mad doctor, ci vediamo a Oz. Yeppa ye-yeeeeiiii!!
questa settimana l’amico Mauro scrive sul diario di Pordenonelegge, vediamo un po’ di quali belle e bellissime cose ci parlerà: http://www.pordenonelegge.it/blog/diariodeidiari.php
Infine, apprendo dai giornali che giorni fa è scomparso il batterista Elvin Jones. Speraben non ha mai capito alcunché di jazz e affini, e a dirla tutta di musica in generale, visto che il solo concetto di barrè gli fa venire le vertigini, però ricorda con gioia un disco a firma John Coltrane, con Elvin Jones alla batteria, intitolato My favorite things, e il pezzo omonimo, una versione coltraniana della famosa canzone di Rodgers & Hammertstein. Addio, mr. Jones.
Colonna sonora: my favorite things; e over the rainbow nell’esecuzione del Modern Jazz Quartet.
abore ben raffredado, novità del giorno d’oggi
Lo Speraben da quando non gioca più al calcio ha preso l’abitudine di propinarci le sue letture. C’è questa poesia di Giorgio Soavi, Novità del giorno d’oggi, tratta da Femminile, 2002, Es edizioni, che ha colpito la sua fantasia di goleador. E che egli dedica alle donne che ha conosciuto e pure a quella ignota sfortunella che magari in questo momento se ne sta felice e beata chissà dove, all’oscuro del fatto che avrà la ventura di innamorarsi perdutamente di lui.
Ho parlato con Dante
il quale mi ha giurato
che Beatrice non è mai esistita.
Ho sentito, al telefono, Petrarca,
il quale, sotto giuramento,
dice che Laura non si è vista mai.
Ma tu ci sei.
Perché mi togli il sonno,
o ti lamenti per il mal di gola.
E quando, piena di raffreddore,
vorresti delle mele,
dici: abore, portami delle bele.
Quindi esisti, perché si ride:
anzi: si scoppia a ridere
coniugando la emme di amore
che diventa abore:
tu sei il nuovo alfabeto italiano,
tu sei la risata intorno ai tuoi dolori,
alla tua febbre, al tuo gran bale.
Novità al giorno d’oggi è poi che Ciao campione sia in concorso per il premio di narrativa del Coni, gosh…
Colonna sonora: The Beach Boys, Wouldn't it be nice.
strettamente d’attualità
Volare a casa
Vola via come un fottuto stronzo
Volare a casa.
-canzoncina tratta dal romanzo Figlio di Dio, di Cormac McCarthy-
sì, proprio così,
Volare a casa
Vola via come un sfottuto stronzo
Volare a casa.
SperaberserkMichael
<<Coosa? Ne sono rimasti così tanti? Vorrà dire che la tua testa la spaccherò al sorgere del sole.>> Il campionato di calcio volge al termine, bisognerà pur dirne qualcosa, se no Speraben ci rimane male. E se fallissero? E se chiudessero bottega? E se smettessimo di parlarne a causa del tedio che la serie A ci ha regalato? E se ci ricordassimo che quando Zeman parlava di doping fu trattato come una specie di eretico, pericoloso fanatico? E se rileggessimo la ristampa dei Furiosi di Nanni Balestrini? E se l’Inter vincesse alfine qualcosa, l’anno prossimo, oltre al trofeo moretti?
<<Ho tanta paura… sto morendo dal terrore… ho paura di morire e di vivere… ho paura di questo mondo.Tutto… tutto mi angoscia! E questo terrore non mi abbandona mai.>> [citazioni da Berserk di K. Miura]
ok, ok, alle 16 e 20 alla tv c’è Michael,il film sull’angelo sbevazzone, uno dei film preferiti di Speraben, vai Michael facci sognare... colonna sonora: Moby, We are all made of stars.
speraspazzacamin. c'è questa persona che dice che il mio racconto sul calcio scommesse non odora di letteratura. che il suo fiuto non sbaglia mai e che avrei fatto meglio a scrivere di altro piuttosto che di una roba così out come le calcio-scommesse. alla luce degli ultimi avvenimenti e del nuovo scandalo del calcio-scommesse mi sento di dire a questa persona che farebbe meglio a concentrarsi sull'odore che proviene dai suoi scritti. quando in ogni paesello l'inverno viene e la neve il suo mantello distende pian piano abbracciando il mio fardello di cenci e pene, sospirando il ritornello me ne vado lontan. come rondine vo' senza un raggio di sol, per ignoto destino il mio nome è lo spazzacamino. della mamma non ho la carezza più tenera e lieve, io mi sento un signor quando dormo in un letto di neve. è Natale, non badare, spazzacamino, ogni bimbo un focolare, e un balocco vicino, io mi accosto per giocare quando un bambino mi dà un urto non toccar, va a spazzare il camin. tu mi scacci lo so perché il volto più bianco non ho. ma la spazzacamino tiene il cuor come ogni altro bambino. se possiedi un tesor di un lettuccio ben soffice e lieve io mi sento un signor quando dormo in un letto di neve. ed è questo il destin di noi poveri spazzacamin. Renato Rascel, Spazzacamino.
la festa della mamma
per lei voglio rime chiare,
usuali: in –are.
Rime magari vietate,
ma aperte: ventilate.
Rime coi suoni fini
(di mare) dei suoi orecchini.
O che abbiano, coralline,
le tinte delle sue collanine.
Rime che a distanza
(Annina era così schietta)
conservino l’eleganza
povera, ma altrettanto netta.
Rime che non siano labili,
anche se orecchiabili.
Rime non crepuscolari,
ma verdi, elementari.
Giorgio Caproni, Per lei.
hai (ben sperato) pensato mai?
hai pensato mai ai fiori
quando sono tanti
e pieni di colori
coriandoli sull’erba
e alle nuvole
hai pensato mai
leggere, bianche, rosa o nere,
a strisce in mezzo al cielo
scalini di bambagia
tu, tu c’hai pensato mai
e all’acqua
che a tomboloni
arriva sulla spiaggia
si distende un poco
poi, poi ritorna a mare
Hai pensato mai,
alle stelle,
fatte con un ago
su un cielo tutto di carta
e a tante cose ancora
e senti, scusami,
hai pensato mai,
mai, a me
(di L. Toffolo, canta E. Jannacci)
e hai pensato mai, dico, di restituirmi i numeri di Berserk che ti ho prestato ??
Borges ben
<<Il volgo attribuisce loro il potere di trasformare in formiche o in tartarughe chiunque lo desideri; un individuo che si accorse della mia incredulità mi mostrò un formicaio, come se ciò costituisse una prova>>. da Jorge Luis Borges, Il manoscritto di Brodie, Adelphi, 1996. Sotto a chi tocca e un saluto a tutti, vado a svernare in un formicaio per una settimana. Spero che gli stregoni non ci facciano credere di averci trasformati.
Non t’ho vista più
all’Hemingway Caffè Latino
ghigna Belzebù
“Hombre non sei sportivo!”
Ma il mio cuore piange al ritmo del bongo
e la bestia che si agita in me
sta abboffandosi di uova di lompo e chardonnay…
Arie di bajon
All’hemingway caffè di moda
rischio l’autogoal
per masochismo idiota
ma i pensieri vanno a passo di danza
e mi portano lontano da qui
ad analoghe passioni d’infanzia,
morte lì…
colonna sonora: Sergio Caputo, hemingway caffè latino; The Tellaro, Puzzle in a shell.