lunedì, ottobre 25, 2004

sommersi e sconosciuti

fermo restando che di veramente sconosciuto c’è lo scudetto dell’Inter, e al suo opposto la super fuga dei bianco e neri savoiardi, e che affiora la seguente poderosa domanda: ora che Marco Ferrante è passato dal Torino al Catania e del Catania è diventato il capitano, a ogni gol sostituirà il gesto del torello -col quale era solito festeggiare le segnature a Torino- col gesto dell’elefante, altrimenti detto Liottro (che come è noto è il simbolo della città etnea)? Ecco, fermo restando tutto questo, mi preme scrivere che c’è ‘sto blog di libri sommersi e sconosciuti, dove si parla di librettini che sono fuori catalogo, che si possono trovare solo in bancarella, o che giacciono dimenticati negli scaffali sconosciuti dei parenti più anziani o qualcosa del genere e di altrettanto polveroso. Se ci fate un salto troverete ad attendervi il meraviglioso Cordwainer Smith, ecco qua con la solita spregiudicatezza il link: http://www.sommersiesconosciuti.splinder.com

 

 

Colonna sonora pressoché inevitabile: Elephant talk, King Crimson


postato da Ang | 23:54 | permalink | commenti (9) |
martedì, ottobre 19, 2004

sul ring di speraben, per la categoria tempo da perdere, un grande match eccita la fantasia degli spettatori. Da un lato del ring lo sfidante, peso piuma obeso di descrizioni, un termometro sotto l’ascella, un altro in bocca, un terzo di sicurezza dietro l’orecchio, accanto a lui il formidabile assistant-coach-madre-capitano, la signora Ernestina, guardatelo, lo sfidante con lo sguardo perso nel vuoto e i mocassini bianchi, i dischi dei pin floid (questa è un’altra storia), Sua Eccellenza Gnazi Cesare Sapienza, della scuderia La maniera dell’eroe di Marco Vespa, edizioni minimum fax. Dall’altro lato, signori, ecco invece il campione che fa la sua entrata in scena –i fischi per Gnazi si tramutano in applausi, piovono rose, le signore sorridono, i signori mariti gongolano, i flash lampeggiano. Reduce da trionfali vittorie contro i più gallonati dei pesi massimi, il campione dei campioni si prepara allo scontro, chi non scommetterebbe su di lui? Carl Streator, della scuderia Ninna nanna di Chuck Palahniuk, edizioni Mondadori. Gnazi Cesare Sapienza è un romanzo italiano, le speranze sono zero, Streator è un formidabile picchiatore, il re della parola tagliente, affilata, della battuta fulminante, della risoluzione bislacca e devastante. Tutti aspettano che, a pochi secondi dall’inizio del match, pronunci la sua temuta filastrocca e faccia stramazzare al suolo Gnazi Cesare Sapienza. Non c’è storia, è un incontro da esibizione quasi-truccato, verrebbe voglia di cambiare canale, di non pensarci più, di completare la collezione dei dischi di Nick Mason, il romanzo italiano è spacciato, prosit. E allora perché –pagina dopo pagina- Ninna nanna sembra sempre meno sicura di sé e La maniera dell’eroe incalza a scuote i visceri? Perché Gnazi Cesare Sapienza, il giudice paranoico, non sembra subire gli attacchi di Carl Streator, il giornalista stragista? Sarà forse la sicumera della signora Ernestina, la presenza silente della zia Lea, mezza monaca di casa, esecutrice di mandarinetti, mousse al cioccolato, in spilla d’ambra e insetto? Sarà per via dei timballi di maccheroni, delle crispelle di riso, della coniglio in agrodolce, la salsa per il trionfo della marescialla? Sarà forse che nemmeno il sommo campione Chuck Palahniuk è mai riuscito a escogitare un espediente più incredibile e efficace di quello piazzato dalle orgogliose sinapsi della signora Ernestina nelle ultime pagine della Maniera dell’eroe? Ai lettori curiosi, ebbene, la risposta.

 

Colonna sonora: Johannes Brahms, Tragische ouverture


postato da Ang | 16:15 | permalink | commenti (8) |
mercoledì, ottobre 06, 2004

di calciatori persi nella steppa e Gial Lettori che sperano ben.

L’ultima parte della giornata dovrebbe essere dedicata a cose migliori della ginnastica, i videogiochi, la gazzetta dello sport. L’ultima parte della giornata è come andare a zonzo. E andando a zonzo incrociamo alcuni calciatori che si sono persi nella steppa. Il primo calciatore perso nella steppa è Zebina, e cerca un ristorante. Ha dichiarato su Repubblica che la sua nuova società, la Juventus, funziona così bene, pure troppo bene, che alla sera –egli sospetta- riesce a far chiudere prima i ristoranti. Il secondo calciatore perso nella steppa è Parisi, il terzino del Messina, e sta cercando l’albergo della nazionale. Gli hanno detto che vi giocherà quando avranno finito il ponte sullo stretto. Il terzo calciatore perso nella steppa, su di un destriero parlante, è Cassano. Sta cercando Del Neri, di capirci qualcosa, forse sta cercando un saloon, un bicchiere di essenza di finocchio, canta la canzone del poeta minore. Il quarto calciatore che incontro nella steppa è Adriano, è il più forte del mondo e gioca in una squadra psichedelica. Forse sta aspettando gli extraterrestri. Forse vuole stare solo.

Il quinto calciatore che incontro non è un calciatore, è il Gial Lettore. Gli hanno fatto un brutto tiro. Qualcuno gli ha passato La steppa di Cechov, dicendogli che c’è un colpo di scena pazzesco, e siccome il Gial Lettore vive di deduzioni, assassinii e oscure emozioni, c’è cascato. Ha letto il lungo racconto con ansia, con furia, bramoso. Tutte quella descrizioni, qui gatta ci cova, dovevano puntare a qualcosa per forza, pensava l’illuso. Ora il Gial Lettore vaga nella steppa, forse cerca compagnia, forse cerca la casa di Nastassia Petrovna. E qualora la trovasse non sappiamo se si farebbe offrire un tè o se la farebbe saltare in aria.

Alla vista dell’uomo felice tutti si sentirono annoiati ed ebbero voglia essi pure di felicità. Tutti si misero a pensare.

 

 

Colonna sonora: Max Gazzè, Poeta minore.


postato da Ang | 20:08 | permalink | commenti (12) |