martedì, novembre 30, 2004
Ma mi faccia il lettore
Per chi si trovasse in loco o disponesse di un adeguato teletrasporto: Venerdì 3 a Siracusa, nell’isola di Ortigia, ore 18 e 30, presso la libreria Biblios-Café si svolgerà Ma mi faccia il lettore, dialoghi tra lettura e scrittura. Interverranno gli scrittori Valeria Parrella e Giovanni Arduino, nonché il vostro blogger speranzoso nel ruolo di bravo presentatore (ho noleggiato la giacca tutta lustrini del Frassica di Indietro tutta). Si aspettano folle oceaniche di amanti delle belle e patrie lettere.

giovedì, novembre 25, 2004

Lavora ben. Trasforma il monitor in un scimmia

mentre al nord itaglia ci sono i terremoti e la gente sobbalza, mentre a Napoli la polizia s’incazza e fanno una retata, mentre i tifosi dello Shaktar in trasferta contro il Milan espongono uno striscione in cui accusano Sheva di avere tradito il popolo (pare si sia espresso a favore del presidente vincente, quello accusato dei peggio brogli elettorali), mentre continuo a pensare che la mia amica somiglia troppo alla Fanny Ardant di Finalmente domenica di Truffaut e che chiunque avrebbe continuato a bere all’infinito, pur di continuare a banconizzarsi con Fanny Ardant che serve birre una via l’altra; mentre accadono cose del genere e anche altre faccende, avvistamenti ufo e voci del passaggio dell’imperatore Adriano al lato oscuro compresi, mentre il cuore fa bi-bim bi-bam e tu, che sei bellissima, ok, ma un po’ troppo permalosa pure, ancora non mi hai risposto, l’unica cosa che mi viene da dire è che vorrei trasformare il mio monitor in una scimmia, giocare a tennis con le racchette ammazza-insetti, indossare gli occhiali da sole col retrovisore, pensare tremando affascinato a baracche di studenti fuorisede che hanno montato nel lavandino il kit per la doccia-a-pezzi, versare del liquido scaccia cani davanti al mio garage, andare in giro col raschiaghiaccio pinguino sempre in tasca che non si sa mai, piazzare uno gnomo con lampioncino a energia solare presso il salone centrale della galleria d’arte moderna della mia cittadina. Insomma, mentre il mondo va avanti e ne succedono di cotte e di crude, lo Speraben è caduto per l’ennesima volta preda del fascino dei cataloghi degli introvabili e probabilmente di questo a voi non fregherà punto.

 

Colonna sonora: The B52’s, Rock lobster.


domenica, novembre 21, 2004

http://www.nazioneindiana.com/archives/000276.html

Su Nazione Indiana –ho scoperto- tempo fa è apparso un racconto di Andrea Inglese, I due fratelli e lo zio, già pubblicato su Nuova Prosa 38 nel 2003. Uno dei racconti più spassosi che si sono visti in giro ultimamente. Buona lettura a tutti.


lunedì, novembre 15, 2004

A noi due maledetto animale!

Che noi la immaginiamo –questa sfida all’universo- come l’urlo che alberga nel cuore di ogni interista, persino nel cuore di Mancini, in quello di Moratti, nell’intera rosa dell’Internazionale F.C., magazzinieri, parenti, amici dei giocatori, fornitori di pizzette per Materazzi e di cornetti cremolati per Sinisa M. compresi.

A noi due maledetto animale! E ce lo troviamo di fronte, una biscia-soriano che vive sul nostro divano preferito, tigrata nero e azzurra, che ronfa, miagola, sbadiglia, spetacchia, pretende manicaretti costosi, fa le fusa, si liscia le unghie, stira le zampe, si lecca i baffi e le ciglia e poi FINISCE SEMPRE PARI !!

 

(A noi due maledetto animale è l’ultima frase del primo capitolo del romanzo Mono Trilogia, opera di Lucio Klobas, Greco & Greco editori, Milano, 2004)

 

colonna sonora: Elliott Smith, A distorted reality is now a necessity to be free.


lunedì, novembre 15, 2004

http://schiuma.blogspot.com/

colgo l’occasione per omaggiare il prodigioso Scum (già noto nella blogosfera come quel perturbante latore di verità cristalline di Sadness after sex), che mi ha accolto a Torino qualche giorno fa. Abbiamo parlato di Alviero Chiorri, abbiamo guardato la pioggia cadere tronfia sui passanti più sfortunati bene al riparo di un locale birra-munito, infine abbiamo pranzato egregiamente (grazie, o divino Scum) e guardato una replica di lusso dei Simpson snocciolando piani di conquista del globo uno via l’altro. Gran bella giornata.


mercoledì, novembre 10, 2004

speravo ben

apro un cassetto e viene fuori un foglio di carta datato dieci anni fa. Su di esso, il mio sé parallelo scriveva a matita:

 

ore tre di notte

Rai 1 –Claudia Mori canta Chi non lavora non fa l’amore.

Rai 2 –un professore col labbrone rigonfio e il riportino cerca di spiegarmi qualcosa che a sentire lui dovrebbe essere molto semplice e altrettanto importante.

Rai 3 –Pasolini, e Moravia.

Rabbrividisco pensando che dieci anni fa non avevo a portata di mano capolavori taumaturgici come per esempio Chiedi alla polvere.

 

A proposito, qualcuno ha visto i Twig Infection a Roma? come hanno suonato? E i Tellaro? Suonano stasera -se non erro- nella capitale, fossi in te li andrei a vedere. Meglio di Claudia Mori che canta Chi non lavora lo sono di sicuro.

 

Colonna sonora: Claudia Mori, Adriano Cementano, Chi non lavora non fa l’amore.


venerdì, novembre 05, 2004

speraben OT: lo sapevate che…? Che la faccenda del bonus pensionistico (cioè la possibilità di NON andare in pensione dopo avere maturato i contributi percependo un bonus di stipendio) è riservata solo ai dipendenti privati? Ciò sembra urtare con l’articolo 3 della Costituzione, e non c’è bisogno di essere un professore di Diritto Pubblico per accorgersene. Mi spiego meglio: mio zio è dipendente privato, mia mamma è dipendente pubblica, l’uno può continuare a lavorare -se se la sente- anche dopo una certa età, percependo uno stipendione libero dai gravami dei contributi; mia mamma invece no. Eppure a guardarli non sembrano così diversi.

 

la realtà sembra un film scritto da uno sceneggiatore terrorizzato da quei critici che non sopportano un finale consolatorio.

 

(Sessanta anni di Gigi Riva oggi, grande unico Rombo di Tuono)

 

Colonna sonora: Talking Heads, Dream operator.


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lunedì, novembre 01, 2004

Per la serie Le sottili astuzie di messer Moggi: non si può combattere contra più forti di sé

-dialogo tra Cannavaro e Mancini by Giulio Cesare Croce-

 

Messaggio alla nazione interista !! Alla luce del dominio juventino, e della spregiudicata fantasia autodistruttiva dell’Inter, ecco un incredibile scoop di Speraben che solo ora crediamo di poter rendere di dominio pubblico.

 

Mancini: La Juventus ha mandato a domandarti. Ecco il messer Moggi, il qual è venuto a posta. Ella brama di vederti.

Cannavaro: Tanto per male, quanto per bene, si portano le ambasciate.

M. : La conoscenza sempre rimorde l’uomo tristo.

C. : Il riso della corte non si confà con quello della pinetina.

M. : L’innocente passa libero fra le bombarde.

C. : La Juventus irata, la fiamma impicciata e la padella forata son di gran danno in casa.

M. : Spesso interviene all’intertristo quel ch’ei teme.

C. : Spesse volte esso salta fuori dalla padella per salvarsi, e si trova nelle bragie.

M. : Chi semina svarioni raccoglie autogol.

C. : Sotto la scuffia bianca spesso vi sta la tigna nera.

M. : Chi ha intrigato la rete la destriga.

C. : Mal si può destrigare quando anche il Capo è avviluppato.

M. : Chi semina le spine non vada senza scarpe.

C. : Non si può combattere contra più forti di sé.

M. : Non temere che alcuno ti faccia oltraggio.

C. : Al buon allenatore non duole il capo.

M. : Temi tu forse che la Juventus ti faccia dispiacere?

C. : Juventus iraconda, mar senza sponda.

M. : La Juventus è tutta piacevole e brama di vederti; però va via allegramente, e non dubitare.

C. : In ultimo se ne dirà, e tal che ride piangerà.

 

 

Colonna sonora: Twig Infection, Fase IV distruzione Terra.


postato da Ang | 18:37 | permalink | commenti (9) |