giovedì, febbraio 24, 2005

sadness:  hunter s. thompson, gonzo's dead.

Hunter S. Thompson


postato da Ang | 11:31 | permalink | commenti (9) | znort
domenica, febbraio 20, 2005

bislacchi e rimbambiti. Per ricollegarci a discussioni recenti, c’è da rimanere rimbambiti di fronte a certi avvenimenti bislacchi, del tipo che l’Inter ha vanificato l’ennesima chance di riaprire il discorso scudetto, come si dice nel gergo sportivo. Non ci si crede e viene la voglia, d’ora in poi, di ridurre le discussioni sportive -all’interno di questo blog e perché no pure al bar- alla cronaca delle serie D. Mah… l’Inter, la pedata, Sinisa… misteri, robe bislacche che rimbambiscono. E poiché alla domenica mattina si è svagati e sognatori, in associazione libera viene in mente un passo di Prima pagare poi ricordare di Filippo Scozzari, pubblicato prima da Castelvecchi e poi da Francesco Coniglio editore. Quel passo in cui il giovine Scozzari (se qualcuno non lo conoscesse, il bislacco Scozzari fu tra i protagonisti di quel magic moment alla fine dei Settanta durante il quale il fumetto italiano era figo, grazie alle opere dei vari Mattioli, tamburo Tamburini, Pazienza, Liberatore e compagnia bella, ed era dal 1700 o giù di lì che gli Italiani non venivano considerati dei gran fighi) dice: «[…] trasecolò di fronte alle due storie con cui m’ero presentato, Olio di cane, tratta da Bierce, e la Ripresa Registrata […] ,“ma io qui purtroppo non conto niente, mi dispiace. Decidono tutto Fruttero e Lucentini, e quei due te la bocceranno. Mi dispiace. Sì, be’, sai, vogliono leggere prima la sceneggiatura, prima. Sììì, hai ragione, non lo so a che gli serve la sceneggiatura se il fumetto è già fatto, non me lo chiedere. Non capiscono più niente, poveri vecchi, ma comandano loro”». E tutto ciò, infine, mi fa ricordare che gli stessi due personaggi pubblicarono su Urania La città sostituita di P. K. Dick eliminando arbitrariamente l’incipit del romanzo. Mah… boh… bof… ecco, il pezzo è servito, mi merito un pulitzer o quanto meno un panino prosciutto provoletta e maionese.

 

Colonna sonora: Grandaddy, Collective dreamwish of upperclass elegance


lunedì, febbraio 14, 2005

L’arte di recapitare la palla a canestro e inveire al costanzo show. Altri spunti di riflessione sono stati, in questi giorni:

# il Catania ha battuto il Torino uno a zero, non abbiatemene miei nuovi compaesani

# Karl Malone si è ritirato. Dico lui, The Mailman, il Postino, colui che sempre recapitava a canestro la tonda, scusate se è poco. Malone e John Stockton (uno dei più grandi di sempre, uno dei pochi che può parlare di pallacanestro nella stessa vera lingua di Magic Johnson, Larry Bird e Michael Jordan) sono state una delle coppie, niente allusioni pliiis, più forti di sempre, ineguagliabili i loro giochi a due –anche qui tenete a bada le allusioni per favore, stiamo parlando di arte, una cosa astratta che si materializza dentro un rettangolo a forma di passaggi impossibili e recapiti a canestro.

# dopo la doppietta alla Roma mai più si parlerà in questo blog di Sinisa M. in termini dispregiativi se mai lo si è fatto; col capo ricoperto di cenere immoliamo agli dei le statuette della prossima doppietta –magari con la…

# Infine, una cosa che torna a galla da un Blob-rai tre di gennaio, che torna a galla dal passato, un amarcord che ha le fattezze del paffuto Cuffaro, l’attuale presidente della regione Sicilia. Chi lo ha visto a blob (o chi se lo ricorda a un costanzo show di parecchi anni fa) imprecare contro Falcone e Borsellino?

Colonna sonora: Numero 6, Iononsono.