venerdì, gennaio 27, 2006

La vita dopo le parole. Conseguenze indesiderate della crema ingrossa-pisello e della errata valutazione delle dimensioni di gatti e cani. In un romanzo del 1994 il mitico Douglas Coupland dice: “Secondo me se i gatti fossero grandi solo il doppio, probabilmente sarebbe proibito tenerli in casa. Ma se i cani fossero grandi anche il triplo di come sono, continuerebbero a rimanere buoni amici”. Ma se i gatti fossero grandi il doppio sarebbero linci, se i cani fossero grandi il doppio o il triplo sarebbero peggio di Cerbero. L’uomo, inoltre, non scappava dai gatti ma dai lupi. E ancora, io ho trascorso la mia infanzia in campagna, facendo le cose che possono fare tutti i ragazzini in campagna. Lunghi pomeriggi a scorrazzare con gatti e cani di tutti i tipi. E poi pappagalli, colombi, zebre, mucche, zecche, pecore, fenicotteri che chiedevano sigarette, grilli parlanti, grilli talpa, merli, topi, toponi, fresconi, bisce, cigni, ippopotami, elefanti, falene carnivore diurne, pipistrelli vampiri verminosi, ragni che ballavano il can can calandosi sui tuoi capelli dalle cime di pini altissimi sulla cui sommità insettoni giganti verde-bavosi aspettavano il momento giusto per saltarti al collo e violentarti senza ritegno, orchideee carnivore, visioni mistiche alla castaneda ed efflorescenze misteriose dai poteri psichedelici come se piovesse. Donne purtroppo zero, ma in compenso un elevato rischio di trovarsi faccia a faccia con il feroce cagnaccio del podere vicino, dal pelo nero e ispido, addestrato a uccidere bambini. Ragion per cui me ne andavo in giro con i miei due cani pastore, che erano due duri, tipi della vecchia scuola. E non mi sarei mai sognato di andarmene in giro con il mio gatto.
È stato a causa di quest’infanzia tra cani e gatti che ho cominciato a leggere. Perché era bello sì stare in campagna, ma dopo un po’ ci volevano buone razioni di libri e di fumetti per mandarla giù, per sopravvivere alla noia e alla desolazione. E sarà stato per quelle letture (leggere non influisce sulle dimensioni del pene, ma sulle dimensioni del vocabolario) che, pur senza essere mai stato scritturato per girare un film porno con Sophie Evans o una puntata di un talk show televisivo o per firmare un servizio al telegiornale, ora che sono cresciuto e sono adulto e vaccinato, non mi sognerei mai di dire “non presenza” invece di “assenza” o “non simpatia” invece di “antipatia”, come da un po’ di tempo a questa parte sento dire in tv.
E cosa poi stia accadendo al vocabolario delle persone pubbliche, perché si stia restringendo, è un interrogativo al quale solo gli specialisti potranno dare risposta. Forse è una conseguenza indesiderata dell’operazione per l’allungamento del pene o dell’abuso della crema ingrossa-pisello.

Colonna sonora: Wilco, Heavy metal drummer.


mercoledì, gennaio 18, 2006

Stefania Orlando è troppo bona. Ci sono ancora dei momenti in cui la televisione italiana riesce a lasciarci senza parole. A volte quando guardiamo il servizio su Stefania Orlando, nel pomeriggio Rai targato Michele Cucuzza, che indossa un costume giallo e si tuffa in piscina e poi si avvolge sexy in un accappatoio. Ma altre volte per ben altri motivi, come ieri pomeriggio, durante una trasmissione di La 7 (una trasmissione di informazione politica, di stampo giornalistico, e della quale ho dimenticato il nome, anzi, forse non l’ho mai saputo). Insoma, c’era questo bravo presentatore che a un certo punto lancia il sondaggione telefonico: secondo voi Bin Laden è vivo? Gosh… Già che c’erano potevano chiedere al pubblico se anche Elvis è vivo. Oppure chi ha ammazzato Kennedy, chi ha incastrato Roger Rabbit o dove sono finiti i soldi del Belice. Oppure potevano chiedere “secondo voi Stefania Orlando è”: 1) bella. 2) bellissima. 3) di più. Lo avremmo trovato ragionevole, come quesito, e avremmo pure partecipato al sondaggio. Stefania Orlando ha un gran bel cognome e chissà se le piacciono gli scrittori maledetti. (Per non sapere né leggere né scrivere, da queste parti stiamo comunque facendo passi da gigante nell’impervio campo degli scrittori maledetti.)

p.s.
è appena uscito il nuovo numero di
Origine. Interviste, recensioni a iosa e una succulenta indagine sullo stato della critica. Corriamo in libreria, gente.

Colonna sonora: Tellaro, I miss me.