martedì, maggio 30, 2006

and the dreams go on. Stanotte ho sognato Sophie Evans che si mangiava una krapfen con indosso solo scarpette da calcio e mi chiedeva il numero di telefono del mio amico Dente; sullo sfondo Frank Zappa eseguiva uno struggente pezzo di Nick Drake seduto a gambe incrociate sulla scalinata dietro via Crociferi. Solo al risveglio ho realizzato pienamente che il Catania è in serie A.

colonna sonora: Lou Reed, Vicious


martedì, maggio 16, 2006

We had a dream. Anni fa un caro amico e coautore di storielle e persona a modo che non blogga come il sottoscritto mi raccontò un suo sogno.
Eravamo io e lui, giovini e scavezzacolli, in un bel pomeriggio estivo, e facevamo ingresso nel cortile della vecchia casetta in campagna dei miei genitori.
Lo spettacolo davanti ai nostri occhi ci lasciò senza fiato. Tavolini rovesciati, vasi spaccati, muri scrostati, sedie fatte a pezzi, finestre infrante, e al centro del disastro, serafico e sorridente, Luciano Moggi, proprio lui!, che ci guardava come se niente fosse e non diceva una parola.
"Sei stato tu!", gli dicemmo noi in coro.
E una voca estranea, gentile, di vecchia signora:  "Ma no, è una persona così distinta".
A quel punto prendevamo un lanciafiamme e gli davamo fuoco.

colonna sonora: Belle and Sebastian, It could have a brilliant career


mercoledì, maggio 03, 2006

La finestra sul… terzo ed ultimo post politico, poi anche noi avremo dato abbastanza. Allora, ora che le danze stanno per cominciare, la sensazione precisa è come di avere vissuto per cinque anni in un cessetto senza finestre, e di avere ovviato alla situazione così.

Colonna sonora: The Smiths, This charming man  

 p.s.
questa settimana c’è la fiera del libro, già salone del libro, un domani mercatino delle pulci. L’audace ex-blogger Impertinelli presenterà il suo libro o qualcosa del genere sabato sera, noi saremo lì a tirargli gli ortaggi, gavettonarlo di scoli di birra e a fischiarlo come di consueto. Le masse inquiete si chiedono se nel chioschetto all’aperto si manifesterà per il secondo anno il leggendario panino con la mortadella putrefatta. E soprattutto se qualche scrittore in fame chimica oserà assaggiarlo e ricevere una buona volta l’illuminazione.