Storie di ordinaria italietta (1: once upon a time). Inizio l’anno alla ricerca di nuovi autori italiani. Non ne trovo, al primo colpo, niente, zero, frustrazione, bip bip bip!! Allora rileggo Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia, e a pag. 280 dell’edizione che ho sottomano trovo una nota del traduttore alla parola soap-operas: «Trasmissioni radio-televisive a puntate, “polpettoni” di carattere sentimentale e melodrammatico, così chiamate perché originariamente si trattava di programmi spesso “offerti” da marche di saponette (soap). In senso traslato, sta per quello che noi diciamo “fumettistico”» .
Gosh… certa che ne è passata di acqua sotto i ponti…
Storie di ordinaria italietta (2: ricerca romanzi e racconti da recensire): avete pubblicato un libro ma non ve lo recensiscono perché non recensiscono gli autori sconosciuti se prima non diventano famosi? Vostro cugino ha pubblicato un capolavoro post-splatter-esistenzialista per Salamino editore che ha venduto due copie e non è stato recensito nemmeno su “L’eco del caimano”? E voi nonostante questo, credete di avere sotto gli occhi un capolavoro? Ebbene, se sì, o ardimentosi, datemene notizia sul blog o scrivendo a cosmoc@libero.it.
Leggerò con interesse i vostri libri e qualora dovessero comunicarmi qualcosa provvederò a recensirli su carta stampata (spero non a stroncarli, anche se non si può sapere mai, la vita è rischio!), e si sa, gente, carta canta e internet, per ora, si vanta.
colonna sonora: Paul Simon, You can call me Al
…buone intenzioni per l’anno nuovo?! Be’ se non altro l’anno comincia con l’annuncio della soppressione dell’ignobile balzello sui cellulari, che è una bella notizia, una goccia in una mare di informa e intenzio apoca-cataclismatiche et similia. E poi, boh… agli amici di Speraben (anche ai semplici conoscenti e financo ai nemici, eslusi solo i più rissosi e camurriosi tra quelli giurati) auguro di sguazzare nella felicità.
Colonna sonora: Ellen Allien and Apparat, Turbo dreams.